FOCSIV: quella scuola di cittadinanza e pace da 638 posti
Servizio civile all’estero in 44 Paesi. Domande online entro l’8 aprile per le ragazze e i ragazzi tra 18 e 28 anni
Agenzia Sir
16/03/2026

Un anno per crescere, mettersi alla prova, dare una mano al cantiere infinito della costruzione di un mondo più giusto. Il Servizio civile universale, figlio dell’esperienza trentennale degli obiettori di coscienza alla leva militare, resta una delle migliori politiche giovanili nazionali. In venticinque anni è stato per 720 mila ragazze e ragazzi una scuola di cittadinanza, intensa e gratificante. In tutti gli ambiti di azione: servizi alla persona, ambiente, beni culturali. Ancora più intenso e formativo è il servizio civile all’estero.

Il bando 2026, pubblicato a fine febbraio dal Dipartimento per le politiche giovanili, mette a disposizione 65.964 posizioni, di cui 1.485 all’estero. E una buona parte di questi sono stati assegnati agli enti dell’aggregazione servizio civile della Focsiv. La Federazione – 99 ong di cooperazione allo sviluppo di ispirazione cristiana – si è vista riconoscere ben 884 posizioni, 638 delle quali per progetti all’estero in 44 nazioni: 21 in Africa , 11 in America Latina, poi Asia, Medioriente, Est Europa. Ben il 43% dei 1.485 del bando. Altri 246 posizioni Focsiv per progetti in Italia. I giovani, tra i 18 e i 28 anni, possono inoltrare le domande entro le ore 14 dell’8 aprile 2026  sul sito domandaonline.serviziocivile.it.

Sul sito della Focsiv i progetti sono raggruppati per continente e poi per paese. O per ambito di attività: sviluppo sostenibile e rurale, sostegno ai minori, diritto alla salute e all’educazione, inclusione di persone fragili, sostegno ai migranti, contrasto all’illegalità e alla violenza. Informazioni più dettagliate sul sito Focsiv con schede-progetto e i contatti degli enti per avere chiarimenti.

Il servizio all’estero prevede un compenso mensile di 519,47 euro, e una diaria di 13/15 euro, a seconda del Continente. Cioè circa 1.000 euro al mese, con vitto e alloggio a carico dell’ente. Per il servizio civile all’estero Focsiv è membro della Rete Caschi Bianchi – con l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, la Caritas Italiana e il Gavci – per esperienze improntate alla nonviolenza e la condivisione.“La forza e le armi sembrano gli strumenti dominanti nelle attuali relazioni internazionali – dice la presidente della Focsiv, Ivana Borsotto – e il Servizio civile universale all’estero è per giovani un impegno di pace e di solidarietà. Per chi sa che il mondo si è fatto piccolo e ci chiede di farci prossimo nelle periferie più ribollenti”.

Per Primo Di Blasio, responsabile Servizio civile di Focsiv, “l’auspicio è che tutte le posizioni permettano un’esperienza di cittadinanza attiva. Questi 884 posti sono un’opportunità preziosa per i bisogni delle nostre comunità. E vere palestre per allenarsi all’impegno per il bene comune”.