
l 54,7% dei nonni afferma di aver rinunciato a qualcosa, o di essersi limitato in qualcosa, per occuparsi dei nipoti: è il dato che emerge dalla quarta edizione del Questionario per la Festa dei Nonni, che la Fnp Cisl Veneto propone annualmente ai propri iscritti in occasione del 2 ottobre. Il dettaglio delle rinunce è interessante in ottica di prevenzione e invecchiamento attivo, temi molto cari ai pensionati Cisl: il 72,6% accantona interessi e hobby, il 41,3% rinuncia a un’attività fisica regolare e il 40,6% a occasioni di socializzazione adatte all’età. È preoccupante, poi, rilevare che quasi un nonno su 10 trascura la prevenzione per la propria salute per stare con i nipoti. «Di anno in anno il nostro questionario consolida delle certezze, ma apre degli spaccati sulla vita degli anziani utili anche alla nostra azione sindacale», commenta Tina Cupani, segretaria generale Fnp Cisl Veneto. «Se essere nonni e, soprattutto, “farlo” è un’esperienza affettiva estremamente gratificante e piena che - dicono molti - “mantiene giovani”, questa stessa esperienza è anche molto faticosa, con l’amarezza di viverla spesso come un obbligo perché, altrimenti, le famiglie non avrebbero alternative alla gestione dei figli. Abbiamo voluto inserire apposta una domanda sulle eventuali rinunce, per avere una definizione migliore di quel malumore che affiorava nei questionari passati. Malumore che non rovina la meraviglia di essere parte attiva della vita dei propri nipoti, ma che certamente la intacca». Nel questionario 2025, inoltre, in proporzione aumentano di più le critiche alla società, alle istituzioni e, in generale, alla routine cui le famiglie sono costrette (a partire dagli orari scolastici sempre in contrasto con gli orari lavorativi) che rende praticamente impossibile non appoggiarsi a un aiuto esterno. Se il 2 ottobre con la Festa dei Nonni (legge n. 159/2005) si vuole “celebrare l'importanza del ruolo svolto dai nonni all'interno delle famiglie e della società in generale”, «la società ha un grande debito da colmare», conclude Cupani.
Il questionario e il campione
Anche quest’anno la Fnp Veneto ha coinvolto per il questionario i propri iscritti, ricevendo 665 risposte sostanzialmente pari come genere (337 nonne e 328 nonni), il 48,3% nella fascia giovane (60-69 anni) e il 40,3% nella fascia d’età dei 70enni. Oltre un terzo dei nonni (34,6%) ha un nipote, quasi un altro terzo (28,6%%) ne ha 2, il 16,5% ne ha 3 e il restante 20,3% va dai 4 nipoti in su. Il dato è in linea con l’età dei rispondenti e con due fattori demografici noti: l’età in cui si ha il primo figlio (quindi nipote) si è spostata in là, e si fanno meno figli. Complessivamente i “nostri” sono nonni di 1.601 nipoti: il 33,3% in età prescolare 0-5 anni, il 24,8% nella fascia 6-10 anni, il 13,3% in quella 11-13 anni, il 13,6% nella fascia d’età 14-17 anni, l’11,7% in quella 18-29 anni e il 3,4% ha nipoti 30enni o più. Del resto, hanno risposto al questionario anche 15 bisnonni. L’83,3% dei rispondenti (554 risposte) ha dichiarato di occuparsi dei nipoti, il 6% ha detto di averlo fatto in passato (40 risposte), mentre il 10,7% (71 risposte) non è coinvolto nella gestione dei nipoti.
Come i nonni sono coinvolti nella gestione dei nipoti
Fra quanti si occupano dei nipoti, il 42,8% ne assiste uno, il 33,8% ne assiste due e il 23,5% tre o più. Quanto alla frequenza, il 54,7% dei nonni è impegnata con frequenza settimanale (più di una volta) nella gestione dei nipoti, mentre il 28,5% lo è tutti i giorni. Ancora una volta, quindi, si conferma il dato che per 2 famiglie su 3 poter contare sui nonni è essenziale per la gestione ordinaria della famiglia stessa. Quest’anno abbiamo chiesto ai nonni anche di quantificare l’impegno: per quasi la metà (il 48%) esso è compreso nelle fascia 20-40 ore al mese o 40-60 ore al mese.
Al di là della fiducia riposta nei nonni (il 64,1% dice che “i genitori preferiscono che siano i nonni a occuparsi dei figli”), per complessivamente il 50,9% delle famiglie è necessario affidarsi ai nonni perché i servizi per l’infanzia non sono sufficienti o non sono accessibili (10,5%), o perché gli orari di lavoro non sono compatibili con gli orari garantiti dai servizi per l’infanzia e per i ragazzi, e con gli orari delle loro attività (40,4%). Ecco quindi che l’attività principale dei nonni (il 67,1%) riguarda accompagnare o ritirare i nipoti dall’asilo o dalla scuola, cosa che, ricordiamo, è obbligatoria fino alla scuola secondaria di primo grado (scuola media). Attività seguita dal preparare per loro i pasti (56,3%), ma anche accompagnarli o ritirarli nelle attività sportive o ricreative (39,5%). Anche il fattore economico “pesa” sui nonni: quasi il 37% segnala che affidarsi ai nonni è anche una questione finanziaria tra costi troppo elevati per avvalersi di baby sitter (27,8%) o degli stessi servizi per la prima infanzia (9,2%).




