
Nell’anno del Giubileo della speranza la Caritas diocesana ha curato una “Via Crucis quaresimale tra fatiche e speranze” con commenti alle stazioni scritti da operatori dei centri di ascolto e di altri servizi presenti nel territorio diocesano (i loro nomi si trovano nelle ultime pagine del libretto). Così nella seconda stazione - Gesù caricato della croce - veniamo a conoscenza della storia di un anziano, Marco, rifiutato dai figli dopo averli aiutati a sistemarsi. Nella terza - Gesù cade per la prima volta - un ragazzo racconta di essere costretto a vivere in strada perchénessuna famiglia l’ha accolta una volta uscita dalla comunità per minori. La sesta stazione - la Veronica asciuga il volto a Gesù - incontriamo Mario, malato di alcolismo cronico, riconoscente per l’accoglienza in una struttura Caritas.
Percorrere con Gesù la via della croce significa contemplare la carità, ossia il dono di sé che Gesù offre, rivelando così il volto di un Dio pronto a dare tutto sé stesso per restituire dignità, santità, gioia. Pur in modo infinitesimale, l’opera stessa della Caritas intende ispirarsi al dono di sé che Cristo ha compiuto, scorgendo il suo volto in quanti i volontari incontrano e verso i quali si mettono a servizio. In tal modo vivere la carità è un intreccio di gratitudine, di dovere, di stupore.
Venerdì 4 aprile alle 20.30 nella piazza della cattedrale a Vittorio Veneto don Andrea Forest, direttore della Caritas, presiederà una via crucis nel corso della quale verranno proposte le riflessioni del sussidio Caritas.
Per chi lo desidera per la riflessione personale o la realizzazione di una via crucis, il libretto è disponibile nella libreria del Seminario al costo di 8 euro.