
"I dati sulle zone carenti nell'Ulss 2 Marca Trevigiana fotografano un'emergenza che non può più essere gestita con l'ordinaria amministrazione: mancano all'appello 55 medici di Medicina Generale in tutta la Marca, lasciando decine di migliaia di cittadini senza il primo, fondamentale presidio sanitario". Il consigliere regionale del Partito Democratico, Paolo Galeano, interviene così analizzando la mappa del fabbisogno sanitario trevigiano emersa dai dati ufficiali.
"La situazione è critica in tutti i distretti e disegna una geografia dell'abbandono sanitario - spiega Galeano -. Nel Distretto di Treviso registriamo 18 posti vacanti, con il peso maggiore sul capoluogo che da solo conta 8 mancanze, seguito da Mogliano, Paese e Villorba. Il Distretto di Asolo segna il record negativo con 22 zone carenti, trascinato dai vuoti di Castelfranco e Montebelluna, mentre nell'area di Pieve di Soligo ne mancano 15, con punte critiche a Conegliano e Vittorio Veneto. È un’emorragia di professionisti che colpisce il cuore del nostro territorio e che non trova risposte concrete da parte della Regione".
"Al quadro della carenza di personale si aggiunge l’allarme sui fondi europei che scade proprio in queste settimane. Abbiamo solo cento giorni per mettere in sicurezza 14 milioni di euro del Pnrr destinati alle Case di Comunità dell'Ulss 2 Marca Trevigiana - incalza il consigliere dem -. Il rischio concreto, denunciato anche dalla stampa odierna, è quello di costruire muri nuovi che resteranno desolatamente vuoti. Correre per inaugurare 17 nuove strutture è doveroso per non perdere i fondi, ma parallelamente e con urgenza deve essere organizzato il personale per attivare i relativi servizi".
"Il presidente Stefani - conclude Galeano - ha ereditato una sanità territoriale in ginocchio e, dopo i primi cento giorni di mandato, non si vede ancora quella discontinuità necessaria a invertire la rotta rispetto alla gestione Zaia. Non basta gestire i cantieri e tagliare nastri; serve un piano straordinario che renda la professione medica nuovamente attrattiva nel settore pubblico, evitando la fuga verso il privato o l'estero. Senza medici, il Pnrr resterà solo una gigantesca incompiuta senza alcun beneficio per la salute dei trevigiani".







