
2.537 animali soccorsi, appartenenti a 102 specie diverse, e oltre 800 esemplari presi in cura e poi rilasciati nel proprio habitat naturale. Sono questi i numeri fatti registrare nel 2025 dal Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) di Treviso, presentati ufficialmente dal direttore di Veneto Agricoltura, Federico Caner e dal presidente della Provincia di Treviso, Marco Donadel.
Il CRAS trevigiano è una struttura, co-gestita da Veneto Agricoltura e Provincia di Treviso, che si occupa di recuperare gli animali selvatici feriti o in situazioni di difficoltà sul territorio provinciale, svolgendo tutti gli accertamenti e le cure necessarie per riportarli in natura in sicurezza e salute.
Infatti, essendo munito di un ambulatorio, due degenze, una sala radiologica e un grande recinto esterno, non esegue solo gli interventi in loco attraverso gli agenti della Polizia Provinciale, ma può anche, quando serve, ospitare e seguire la riabilitazione delle specie ferite grazie ai tecnici veterinari specializzati presenti.
Il dato complessivo di 2.537 interventi di soccorso, annunciato durante la conferenza, comprende tutte le attività svolte dal CRAS, anche i casi in cui l’animale oggetto di recupero, a seguito di un’opportuna valutazione sul posto, è stato lasciato in libertà poiché privo di lesioni o condizioni invalidanti.
Sono invece 908 gli esemplari ricoverati nel Centro tra l’1 gennaio e il 31 dicembre 2025: 837, dopo specifiche cure, sono già stati rilasciati in natura, mentre gli altri 71 risultano ancora ospiti del CRAS.
Tra le 102 specie assistite nel corso dell’anno, cinque le più frequenti: 478 ricci europei, 356 columbidi (di cui 192 tortore dal collare e 164 colombacci), 314 merli, 141 rondoni e 131 civette. Ma il Centro ha interagito con la fauna selvatica veneta in tutta la sua varietà: gheppi, fagiani comuni, rondini, lepri europee, cigni reali, ghiandaie, volpi, ghiri e tassi sono solo altri esempi di animali che hanno ricevuto assistenza dagli operatori del CRAS.
Passando alle cause che hanno reso necessario un intervento, debilitazione e patologie varie (denutrizione, infezioni, parassitosi) sono state le più ricorrenti (37,4% dei casi totali), seguite da traumi e impatti che hanno determinato fratture o lesioni (26,8%), predazioni (sia da domestici che di selvatici, 17,1%) e intrappolamento (12,9%). Meno incisive la perdita dei genitori (4,4%) e il bracconaggio (0,4%).







