VENETO: come si farà in futuro per l'assistenza domiciliare?
Entro il 2043 gli ultrasessantacinquenni in Veneto aumenteranno del 39%
Redazione Online
19/04/2026

"Un Veneto sempre più anziano richiede politiche sanitarie e sociali all’altezza delle nuove sfide demografiche". È questo il messaggio al centro dell’ordine del giorno presentato dai consiglieri regionali Anna Maria Bigon, Chiara Luisetto, Monica Sambo, Giovanni Manildo, Antonio Marco Dalla Pozza, Alessandro Del Bianco, Paolo Galeano, Andrea Micalizzi, Jonatan Montanariello e Gianpaolo Trevisi nell’ambito del Progetto di legge n. 45 sul "Bilancio di Previsione 2026-2028".

"L’ordine del giorno, discusso in consiglio regionale nel corso della sessione di bilancio, è stato condiviso e approvato all’unanimità dall’aula, a conferma della rilevanza e dell’urgenza del tema. I dati della Relazione Socio-Sanitaria regionale 2025 - commenta Bigon - evidenziano un sistema di assistenza domiciliare già oggi fortemente sollecitato: nel 2024 sono stati effettuati oltre 2,1 milioni di accessi domiciliari, di cui più di 1,8 milioni da parte di operatori sanitari. Oltre il 90% degli assistiti ha più di 65 anni, con una crescita significativa sia dei pazienti presi in carico sia dei casi più complessi che richiedono interventi intensivi. A rendere ancora più urgente un potenziamento dei servizi è il trend demografico: secondo i dati Istat, entro il 2043 gli ultrasessantacinquenni in Veneto aumenteranno del 39%, arrivando a rappresentare il 34,2% della popolazione. Ancora più marcata la crescita degli ultraottantenni, la fascia più fragile: dagli attuali 374 mila si passerà a oltre 540 mila in vent’anni".

"L’invecchiamento della popolazione - conclude Bigon - è una trasformazione strutturale che richiede risposte immediate e concrete. L’assistenza domiciliare rappresenta uno strumento fondamentale per garantire dignità, qualità della vita e sostenibilità del sistema sanitario. L’ordine del giorno impegna quindi la giunta regionale a reperire già nel 2026 ulteriori risorse, anche attraverso il Fondo nazionale per la non autosufficienza, per rafforzare i servizi domiciliari e rispondere alla crescita costante delle richieste".


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