ECONOMIA: ecco le regole per il vino dealcolato
C'è ottimismo in casa Confindustria Veneto est
Alessandro Toffoli
08/01/2026

Grazie all'approvazione del decreto interministeriale firmato il 29 dicembre dal Ministero dell'Economia e dal Masaf, l'Italia definisce finalmente un perimetro normativo chiaro per la produzione di vini dealcolati. Il provvedimento disciplina aspetti cruciali come la fiscalità e le accise, permettendo alle imprese italiane e venete di recuperare il ritardo competitivo rispetto a Germania, Francia e Spagna, già attive da tempo in questo segmento.

La visione di Confindustria Veneto Est

Settimo Pizzolato, Presidente del Gruppo Vinicolo, Distillati e Liquori di Confindustria Veneto Est, sottolinea come questa apertura normativa consenta al settore di intercettare la crescente domanda internazionale, particolarmente vivace nei mercati extraeuropei.

«Il modo di bere vino è cambiato — afferma Pizzolato —. Stiamo superando il modello post-bellico basato su vini molto strutturati e alcolici. Sebbene questi manterranno la loro quota, siamo in una nuova fase: il mercato oggi chiede vini leggeri, freschi e aromatici, versatili per diverse occasioni di consumo».

Settimo Pizzolato
Settimo Pizzolato

Tecnologia al servizio della qualità

Un punto centrale riguarda la natura del prodotto: il vino dealcolato non è un preparato artificiale. Deriva interamente dall'uva e, grazie a investimenti in tecnologia enologica e macchinari all'avanguardia, è oggi possibile estrarre l'alcol preservando intatti il profilo sensoriale, il profumo e il gusto originale.

Le prospettive per il territorio

L’Italia si affaccia a questa sfida forte di un patrimonio di competenze unico. Secondo Pizzolato, i produttori italiani — con un focus particolare su quelli del Veneto orientale — hanno il talento necessario per eccellere anche in questa categoria. Per garantire standard elevati e conquistare quote di mercato globali, saranno però determinanti tre fattori:

  1. Rigore produttivo: scelte strategiche in vigneto, gestione oculata della vendemmia e precisione in ogni fase di cantina.
  2. Identità: valorizzazione della qualità e dell'origine del prodotto.
  3. Sistema: un confronto costante e spirito di squadra tra i produttori per condividere competenze ed esperienze.

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