
Per la prima volta in Italia è stata rimossa in una bambina appena nata una rara malformazione polmonare benigna che, se non veniva asportata, avrebbe impedito il normale sviluppo degli alveoli e avrebbe compromesso seriamente la futura capacità respiratoria.
Il parto cesareo è avvenuto con procedura EXIT TO ECMO per garantire la stabilizzazione del neonato. L’exit è la tecnica chirurgica che mantiene il feto parzialmente nell’utero durante il parto cesareo e sempre connesso alla placenta. L’ecmo, invece, è la macchina salvavita che si sostituisce fuori dal corpo al cuore e ai polmoni permettendo agli organi di riposare e di recuperare. La combinazione exit più ecmo è stata necessaria per garantire l’ossigenazione alla bambina dopo la nascita.
Una volta posizionato correttamente l’ecmo, la neonata è stata estratta completamente dall’utero e il cordone ombelicale è stato clampato. La bimba è stata, quindi, stabilizzata, portata in una sala operatoria attigua e sottoposta a toracotomia neonatale con asportazione della massa polmonare di 14 cm. La bimba è stata dimessa 30 giorni dopo la nascita con esito favorevole e follow up ambulatoriale programmato.
La gestione di un caso così complesso ha richiesto una collaborazione sinergica multidisciplinare e un expertise integrata tra diverse specialità mediche così da garantire il miglior esito possibile: sono state coinvolte le unità operative di Ostetricia e Ginecologia, di Cardiochirurgia pediatrica, di Chirurgia pediatrica, di Otorinolaringoiatria, di Rianimazione Anestesia, di Neonatologia.
"Oltre alle grandi capacità cliniche e chirurgiche, questi medici hanno un pregio straordinario: non si arrendono mai. Con questo atteggiamento sempre positivo e rivolto al futuro hanno salvato una piccolissima vita con un intervento multifase e multidisciplinare" il commento del presidente della Regione, Alberto Stefani.







