VENETO: nel 2024 settemila laureati sono emigrati all'estero
Duemila i trevigiani
Redazione Online
17/03/2026
Giovanni Manildo

"I dati più recenti del Cnel, ripresi anche dalla stampa, descrivono una realtà drammatica per il futuro del Veneto, rivelando che nell'ultimo decennio il numero di giovani laureati che scelgono di trasferirsi all'estero è più che raddoppiato. Se nel 2014 erano meno di tremila i ragazzi in uscita, nel 2024 la cifra è salita a oltre settemila partenze annue, con province come Treviso che registrano picchi di quasi duemila giovani emigrati in un solo anno. Alla base di questo esodo, c’è un divario retributivo inaccettabile: già a un anno dalla laurea, un giovane veneto percepisce all'estero uno stipendio netto superiore di circa ottocento euro al mese rispetto ai colleghi rimasti in Italia, una differenza che supera i mille euro dopo cinque anni di carriera". Così Giovanni Manildo, capogruppo del Partito Democratico in consiglio regionale del Veneto, che aggiunge: "La narrazione di un Veneto terra di opportunità si scontra con una programmazione finanziaria che, nelle previsioni per il prossimo triennio, evidenzia un progressivo disimpegno proprio sui capitoli vitali per le nuove generazioni... Le risorse destinate alla missione famiglia e ai servizi di supporto alle giovani coppie subiranno un drastico ridimensionamento dopo il 2026, lasciando i progetti di vita dei giovani senza una copertura strutturale garantita".

"Non possiamo continuare a essere una regione che esporta le sue migliori intelligenze - continua il capogruppo - mentre i finanziamenti per il benessere delle nuove generazioni svaniscono dai piani futuri. La rotta va invertita attraverso il contratto d'ingresso, una misura concreta che prevede un’integrazione regionale di cinquecento euro al mese garantita per i primi due anni di lavoro. L'obiettivo dichiarato è quello di colmare immediatamente il gap salariale europeo, offrendo ai laureati veneti una ragione solida per restare a costruire qui il proprio percorso professionale. Questa azione deve necessariamente accompagnarsi a un grande fondo regionale per l’abitare, con uno stanziamento certo di cento milioni di euro l'anno per il recupero degli alloggi pubblici sfitti, garantendo così l'autonomia abitativa alle giovani coppie a canone calmierato".