CRISTIANI MARTIRI: Gugerotti "Mai cercare la vittoria eliminando gli avversari con la violenza"
Veglia ecumenica a Roma
Redazione Online
01/04/2026

Nel cuore della Settimana Santa, in un tempo attraversato da conflitti in varie parti del mondo, la sera del 31 marzo, nella basilica di Santa Maria in Trastevere, la Comunità di Sant’Egidio ha promosso una veglia ecumenica per fare memoria dei cristiani che, nei nostri tempi, sono uccisi o subiscono persecuzioni, discriminazioni, privazione della libertà religiosa. Nel mondo ci sono luoghi dove si muore perché si va a messa, dove chiese e scuole cristiane vengono bruciate, dove si è minacciati, intimiditi o uccisi perché si soccorrono i feriti, si accolgono i migranti e si strappano i giovani alle bande criminali.

"Tanti usano il nome di Dio per mostrare la propria onnipotenza, e vogliono impossessarsi dei metodi che immaginano siano di Dio: la forza, il potere, i soldi. L’unica cosa che Gesù ha detto che è incompatibile con Dio", ha detto il card. Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali, durante la veglia sottolineando che "il cristiano è vittima, mai carnefice, anche se nella storia talvolta è avvenuto il contrario. La nostra salvezza è un dono gratuito. Per questo, come ha affermato papa Leone XIV, la guerra è una bestemmia". I cristiani - ha spiegato il card. Gugerotti - non devono mai cercare la vittoria eliminando gli avversari con la violenza. "Quando contempliamo i martiri, questi sacrifici umani che il potere assetato di sangue pretende - ha concluso  vediamo un sacramento eloquente, drammatico e salvifico della volontà di Dio che ci vuole salvi nell’amore".

Prima della celebrazione il prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali ha venerato una reliquia del beato Floribert Bwana Chui: la giacca che indossava il giorno del martirio esposta in una cappella della basilica. "Floribert - ha detto - non è stato perseguitato a caso, non era un illuso, ma un uomo che ha pagato per il vangelo, per non arrendersi a Mammona". Dopo l’omelia sono stati ricordati i nomi e le storie dei cristiani, che in diversi Paesi, sono stati uccisi per essere andati a messa, aver soccorso i feriti, come padre Pierre in Libano, aver accolto i migranti.... Dall’Africa al Medio Oriente, dalle Americhe all’Europa, migliaia di cristiani continuano a perdere la vita per la loro fede, per il servizio ai poveri, per la difesa della dignità umana. I loro nomi sono stati ricordati durante la veglia.

In Africa, nel Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo, nel 2025 sono stati uccisi 72 cristiani nel villaggio di Ntoyo, mentre 70 evangelici e battisti sono stati rapiti e decapitati a Kasanga. Lo scorso mese di febbraio è stato ucciso don Jules Bontone Nkaa Yulu, ricordato come  "uomo di pace, di servizio, di fede".

Nel 2025, le Piccole Sorelle di Santa Teresa, Evanette Onezaire e Jeanne Voltaire, sono state assassinate da bande armate. In Brasile è stata uccisa suor Nadja Gavanskij; in Messico, otto giovani sono stati eliminati dopo la messa domenicale. In Francia, il monfortano padre Olivier Maire è stato ucciso dall’autore dell’incendio della Cattedrale di Nantes che lui ospitava. In Italia, don Roberto Malgesini e fratel Leonardo Grasso sono morti mentre servivano i poveri. E ancora i martiri uccisi dalle mafie come il beato Pino Puglisi, don Peppe Diana, il giudice Rosario Livatino, oggi beato. Ad ogni nome una candela accesa. Nomi che compongono un mosaico di coraggio e fedeltà in ogni parte del mondo. La loro memoria accompagna il cammino verso la Pasqua e ricorda che la loro testimonianza continua ad essere uno scandalo davanti alla violenza, alla corruzione e al terrore.


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