
Una mattinata intensa di testimonianze, ascolto e sensibilizzazione ha riunito ieri nella sala consiliare del Municipio di Susegana istituzioni, operatori sanitari, famiglie e cittadini in occasione dell’evento “Generazione Z – La fiducia e la speranza nel futuro”, promosso dall’associazione L’Abbraccio e dal progetto "Futuro Insieme" di Insieme Si Può, con il sostegno dell’Amministrazione Comunale di Susegana e la collaborazione dell’ULSS 2 Marca Trevigiana.
L’iniziativa, dedicata alla sensibilizzazione sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione in vista della Giornata Mondiale d’Azione sui Disturbi Alimentari del 2 giugno, ha visto la partecipazione delle professioniste del Centro Provinciale Disturbi Alimentari Ulss 2, delle dottoresse Francesca Titton e Chiara Baggio, offrendo dati, riflessioni e strumenti di prevenzione rivolti soprattutto ai più giovani e alle famiglie. Tra i momenti più significativi dell’incontro, le testimonianze dei ragazzi del Centro Diurno e Gruppo Appartamento Futuro Insieme, che hanno raccontato il loro percorso di guarigione e rinascita, dando voce a paure, fragilità ma anche alla possibilità concreta di costruire un futuro diverso attraverso il sostegno, la cura e la condivisione.
Quindi l’inaugurazione la Panchina Lilla collocata in piazza, davanti alla struttura Futuro Insieme di Insieme Si Può, simbolo permanente di attenzione verso chi affronta i disturbi alimentari. Restaurata grazie all’impegno dei volontari dell’Associazione L’Abbraccio e realizzata con la collaborazione del Comune di Susegana, la panchina ospita una targa con versi scritti dai ragazzi e dedicati alla Giornata Mondiale d’Azione sui Disturbi Alimentari. Presente al taglio del nastro la vicesindaca Stefania Trevisan.
«I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, se non riconosciuti precocemente, possono diventare patologie complesse che coinvolgono profondamente la salute fisica e psichica della persona e richiedono cure multidisciplinari. In Italia interessano oltre tre milioni di persone, tra cui moltissimi adolescenti e giovani adulti. È fondamentale creare occasioni di confronto e consapevolezza per abbattere lo stigma e promuovere percorsi di cura efficaci e condivisi» rileva Paola Scroccaro dell’associazione L’Abbraccio.




