
Mentre il Giro d’Italia accende i riflettori sul Veneto, Confartigianato rilancia il progetto “Vie Maestre”, un’iniziativa lungimirante che punta a integrare il cicloturismo lento con la valorizzazione del saper fare artigiano e lo sviluppo economico della Marca. L’edizione 2026 di “Vie Maestre – Vivere l’artigianato nella Marca Trevigiana”, candidata al contributo della Camera di Commercio di Treviso – Belluno, sarà presentata ufficialmente questo venerdì 29 maggio dalle 18 nell’azienda Borgoluce a Susegana.
Il progetto assegna un ruolo centrale alle imprese artigiane e commerciali, come spiega Armando Sartori, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana. Nella nostra provincia la filiera artigiana della bicicletta conta ben 69 imprese e 131 addetti: se il 68% si occupa di riparazione e manutenzione, il 17% è composto da costruttori di biciclette e il 13% realizza parti e accessori. L'obiettivo di “Vie Maestre” è però quello di allargare la prospettiva, rendendo l’artigianato a tutto tondo un protagonista attivo dell’esperienza turistica, capace di trasformare la visita al territorio in un incontro diretto con i luoghi di produzione, le competenze professionali e le identità locali.
Tra le novità principali di questa edizione spicca il percorso formativo “Botteghe Accoglienti Vie Maestre”, dedicato alle imprese e incentrato sui temi dell’ospitalità e della costruzione dell’esperienza turistica. L'iniziativa è realizzata in partenariato con la Fondazione Marca Treviso, braccio operativo dell’Ogd “Città d’arte e Ville Venete del territorio trevigiano”, e viene presentata da Claudia Baldin di Just Good Tourism srl, che ha seguito il progetto “Carta dell’Accoglienza” e coordinato il “Tavolo del Saper Fare”.
Si amplia inoltre il raggio d'azione geografico del progetto, che quest'anno si snoderà lungo due direttrici chiave: la ciclovia Monaco-Venezia e il Giro Monticano. La Monaco-Venezia rappresenta oggi una delle infrastrutture di mobilità lenta più riconoscibili a livello europeo, in grado di generare importanti ricadute economiche legate all’ospitalità diffusa, ai servizi e alla promozione delle produzioni locali; la ciclovia attraversa non a caso le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Patrimonio dell’Unesco, realtà presente all’incontro con il city manager dell'associazione, Federico Della Puppa. Il Giro Monticano è invece un asse cicloturistico strategico dell’area Opitergino-Mottense che attraversa territori meno intercettati dai flussi turistici tradizionali, favorendo una distribuzione più equilibrata delle opportunità economiche grazie a un punto di forza rappresentato dal paesaggio rurale, dai borghi storici e da un tessuto imprenditoriale fortemente radicato.
Il presidente Sartori sottolinea come il focus territoriale del 2026 si sposterà maggiormente verso la Sinistra Piave, con particolare attenzione all’area di Oderzo e alla zona Unesco. “Vie Maestre” non si configura come un’iniziativa isolata, ma come parte di un ecosistema territoriale più ampio, con la volontà di costruire progressivamente un catalogo di esperienze territoriali potenzialmente commercializzabili, dove il legame tra turismo lento e artigianato genera nuovo indotto e visibilità per le imprese del territorio.
Durante l’incontro di presentazione, la project manager Valentina Fietta svelerà nel dettaglio il calendario delle iniziative. Tra gli assi strategici del 2026 figura anche il potenziamento della copertura mediatica attraverso il coinvolgimento di influencer e creator territoriali. Come spiega il direttore Carlo Ceriana, questa scelta permetterà di valorizzare anche le aziende presenti nella mappa di “Vie Maestre” che non rientrano necessariamente nei weekend esperienziali, ampliando la diffusione e la visibilità complessiva del progetto a tutto vantaggio dell’attrattività della Marca Trevigiana.







