SALUTE: chemsex e nuove sostanze psicoattive
L'uso cresce anche nella Marca Trevigiana
Redazione Online
04/05/2026

A Treviso cresce l’attenzione sul fenomeno del chemsex e sulle nuove sostanze psicoattive (NPS), un fenomeno che coinvolge utenti sempre più eterogenei: dai giovani poco più che ventenni fino a professionisti insospettabili. Tra le motivazioni principali, la ricerca di disinibizione nei rapporti sessuali, soprattutto in alcuni contesti della comunità gay. In diversi casi, l’uso è iniziato durante il periodo della pandemia, favorito dalla facilità di acquisto online e dalla consegna a domicilio.

Secondo i dati del SerD, sono una ventina gli utenti attualmente seguiti nella Marca per problematiche legate a queste sostanze, utilizzate per facilitare e prolungare l’attività sessuale. Si tratta di una forma di dipendenza definita “atipica”, che associa effetti fisici anche importanti (allucinazioni, crisi d’astinenza, aggressività) a disturbi comportamentali e relazionali.

Il fenomeno si inserisce nel più ampio mercato delle nuove droghe sintetiche, in continua evoluzione e sempre più diffuse attraverso canali digitali come dark web, social network e piattaforme di messaggistica. Tra le sostanze più utilizzate figurano catinoni sintetici, derivati della cannabis di nuova generazione, "cocaina rosa", ketamina e oppioidi sintetici come il fentanyl.

Una trasformazione che rappresenta una sfida crescente sia per la sanità pubblica sia per le forze dell’ordine, ma soprattutto per i servizi per le dipendenze, chiamati a confrontarsi con un fenomeno nuovo, in rapida espansione e ancora poco conosciuto nelle sue dinamiche cliniche.


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