SALUTE: oltre 7 mila visite all'anno al Centro Osteoporosi di Treviso
Diretto da Michele Schiano di Visconte
Redazione Online
04/05/2026

La storia di M.A. inizia con un gesto quotidiano, il semplice sollevare una borsa della spesa, che si trasforma improvvisamente in un episodio drammatico. «Sono arrivata al Centro Osteoporosi di Treviso in sedia a rotelle con tre vertebre gravemente compromesse a causa dell’osteoporosi - racconta la paziente -. I dolori erano fortissimi e non riuscivo più a camminare. I medici mi hanno visitata con grande attenzione e umanità, prescrivendo indagini approfondite e avviando una terapia farmacologica innovativa, capace di riparare l’osso con efficacia. Oggi ho ripreso a camminare e a svolgere le mie attività quotidiane senza dolore».

Il suo è uno dei casi seguiti dal Centro Osteoporosi e Malattie del Metabolismo Osseo, attivo nel Poliambulatorio di Borgo Cavalli e diretto dal dott. Michele Schiano di Visconte. Una struttura che rappresenta un punto di riferimento per il territorio, con un bacino d’utenza di oltre 850 mila persone.

I numeri del 2025 confermano il ruolo centrale del servizio: oltre 7.000 visite effettuate. Dietro queste cifre si sviluppa un approccio multidisciplinare che coinvolge internisti, fisiatri, ortopedici e neuroradiologi nella gestione non solo dell’osteoporosi, ma anche di patologie complesse come il morbo di Paget e l’osteogenesi imperfetta.

La collaborazione tra specialisti è stata al centro anche del recente convegno scientifico conclusosi l’11 aprile all’ospedale di Treviso. Sotto la direzione scientifica del dott. Roberto Di Virgilio, del dott. Marco Rossi e della dott.ssa Elena Roder, l’incontro ha approfondito il legame tra terapie oncologiche e salute dell’osso, ribadendo la necessità di percorsi diagnostici e terapeutici integrati.

Il Centro, composto da quattro medici e sei infermieri, segue una vasta platea di pazienti fragili: da chi ha subito fratture di femore o vertebrali legate all’osteoporosi, ai pazienti oncologici, fino a persone sottoposte a terapie steroidee croniche o a trapianti.

Accanto ai trattamenti tradizionali vengono utilizzati anche i cosiddetti "bone-builders", farmaci di ultima generazione in grado di favorire la ricostruzione del tessuto osseo. Ogni paziente viene inoltre affiancato da un infermiere dedicato, che lo supporta anche nel percorso di autosomministrazione dei farmaci, rafforzando un’"alleanza terapeutica" basata sulla centralità della persona.


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