SAVE THE CHILDREN: rapporto "Le Equilibriste - La maternità in Italia"
La maternità continua a rappresentare un forte fattore di disuguaglianza
Redazione Online
07/05/2026

In Italia la maternità continua a rappresentare un forte fattore di disuguaglianza tra uomini e donne, con effetti evidenti su occupazione, carriere e salari. È quanto emerge dall’XI edizione del rapporto "Le Equilibriste - La maternità in Italia" di Save the Children, diffuso in vista della Festa della Mamma.

Il quadro delineato è quello di un Paese in cui il lavoro di cura continua a gravare soprattutto sulle donne, con conseguenze dirette sulla loro partecipazione al mercato del lavoro. Il tasso di occupazione femminile si riduce sensibilmente con la nascita dei figli, mentre per gli uomini accade l’opposto. Anche le retribuzioni risultano penalizzate: nel settore privato le madri possono arrivare a guadagnare fino al 30% in meno dopo la nascita di un figlio.

Il rapporto evidenzia inoltre una forte contrazione delle nascite: nel 2025 si stimano circa 355 mila nuovi nati, in calo del 3,9% rispetto all’anno precedente, con un tasso di fecondità pari a 1,14 figli per donna, ben al di sotto della soglia di sostituzione e della media europea.

Un altro elemento critico riguarda la difficoltà di conciliazione tra lavoro e famiglia: quasi una donna su quattro tra i 25 e i 34 anni dichiara di non avere condizioni lavorative adeguate per avere figli. Il ricorso al part-time e ai contratti precari resta elevato tra le madri, mentre per i padri la situazione è significativamente diversa.

Le differenze territoriali sono marcate: al Nord lavora oltre il 70% delle madri con figli, mentre nel Sud e nelle Isole la quota scende sotto il 50%. Anche il livello di istruzione incide fortemente sull’occupazione femminile, che cresce sensibilmente tra le laureate.

Il rapporto sottolinea inoltre come le madri più giovani siano tra le più penalizzate: molte escono dal mercato del lavoro dopo la nascita del primo figlio e una parte significativa delle giovanissime si trova in condizione di NEET, ovvero non inserite né in percorsi di studio né di lavoro.

"Viviamo in un sistema che continua a scaricare sulle donne il costo della genitorialità", dichiara Antonella Inverno, responsabile ricerca e analisi dati di "Save the Children Italia", sottolineando come la situazione non mostri segnali di miglioramento.

Secondo Save the Children, per affrontare il problema servono politiche strutturali: maggiore stabilità occupazionale, servizi per l’infanzia accessibili e di qualità, sostegni economici adeguati e una riforma dei congedi che garantisca reale equità tra genitori.