
"Oggi, quasi 11 mila veneti sono in lista d'attesa per un posto in casa di riposo, al quale avrebbero diritto. Bisogna smettere di affrontare questo problema con misure solo episodiche: serve un piano strutturale che intervenga sul personale, con risorse vere per garantire la sostenibilità economica per le famiglie e che guardi ai prossimi vent'anni perché oggi, in Veneto, ci sono 382 mila over 80, ma nel 2050 saranno 681 mila - osserva Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in consiglio regionale, a margine delle audizioni sul Documento di economia e finanza regionale (DEFR) 2026-2028 -. Sto visitando le case di riposo del Vicentino - puntualizza il capogruppo - e ovunque vada mi dicono che si trovano sull'orlo del precipizio. Infatti, dai dati raccolti da Uripa, risulta che dal 2018 a oggi il Fondo per la non autosufficienza per anziani è aumentato del 13,6%, a fronte di un aumento dell'inflazione del 20%. Ciò significa che il fondo è calato del 5,3% in termini reali. Di fatto, la destra veneta ha tagliato le risorse. Non solo: le scelte politiche della Regione hanno causato anche un aumento dei costi per le strutture. Le case di riposo che ho visitato raccontano che l'Ulss non fornisce più alcuni ausili, come materassi antidecubito, carrozzine, bombole di ossigeno, o servizi come la consegna dei farmaci: si tratta quindi di nuovi costi a carico delle strutture". "Meno risorse pubbliche, costi più elevati, più anziani e meno personale: la destra veneta ha trovato la ricetta perfetta per far esplodere una bomba sociale" conclude Cunegato.







