CONEGLIANO: 25.000 euro dall'associazione "Amati Sempre" al "Progetto Gardenia"
Iniziativa di ricerca oncologica focalizzata sul carcinoma della mammella
Redazione Online
28/02/2026

L’associazione "Amati Sempre" di Conegliano ha donato all’Ulss 2 un contributo di 25.000 euro destinato all’Unità Operativa Complessa di Anatomia e Istologia Patologica del Ca’ Foncello di Treviso. Le risorse saranno interamente impiegate per sostenere il "Progetto Gardenia", un’iniziativa di ricerca oncologica focalizzata sul carcinoma della mammella.

La cerimonia di consegna si è svolta alla presenza della presidente dell’associazione Cristina Zamai, del direttore generale dell’Ulss 2 Francesco Benazzi, del prof. Matteo Fassan, direttore Anatomia e Istologia Patologica, e del dr. Christian Rizzetto, direttore Chirurgia Senologica.

Il "Progetto Gardenia" nasce dalla sinergia tra l’Anatomia e Istologia Patologica, la Chirurgia Senologica, il Gruppo multidisciplinare per il trattamento del carcinoma mammario e l’associazione "Amati Sempre". L’obiettivo è identificare precocemente le pazienti che rischiano di sviluppare un carcinoma mammario con metastasi ossee, consentendo di indirizzarle verso terapie oncologiche più aggressive già nelle fasi iniziali della malattia, prima che questa raggiunga uno stadio metastatico.

Il carcinoma della mammella rappresenta ancora oggi una delle sfide oncologiche più significative: la gestione delle metastasi ossee, in particolare, costituisce uno dei problemi clinici di maggiore complessità. Il progetto si pone dunque come un contributo scientifico rilevante per costruire nuove evidenze a supporto della cura di queste pazienti.

"Il "Progetto Gardenia" rappresenta un passo importante verso una medicina sempre più personalizzata e predittiva  sottolinea il prof. Fassan -. Grazie al generoso sostegno di “Amati Sempre” potremo portare avanti un lavoro che potrebbe cambiare il percorso terapeutico di molte donne".

“La collaborazione multidisciplinare che sta alla base di questo progetto è un esempio virtuoso di come, unendo competenze diverse, si possa affrontare la malattia con maggiore efficacia,” ha aggiunto il dr. Rizzetto.


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