
L’ultima Legge di bilancio ha confermato il Bonus mobili ed elettrodomestici anche per il 2026. L’agevolazione prevede una detrazione Irpef del 50% su un tetto massimo di spesa pari a 5.000 euro, valida sia per le prime sia per le seconde case. Il bonus spetta a chi ha effettuato interventi di ristrutturazione nel 2025 oppure a chi li avvierà nel corso del 2026. Dal 14 gennaio è disponibile sul sito dell’Agenzia delle entrate la guida aggiornata al 2026, con tutte le indicazioni operative: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/bonus-mobili-ed-elettrodomestici
In cosa consiste il bonus
Il Bonus mobili ed elettrodomestici è una detrazione Irpef riconosciuta per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici nuovi, destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. Per il 2026 è possibile detrarre il 50% della spesa sostenuta, calcolata su un importo massimo di 5.000 euro, comprensivo anche delle eventuali spese di trasporto e montaggio. La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Il limite massimo di spesa si riferisce alla singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, oppure alle parti comuni di edifici residenziali. In caso di ristrutturazione di più immobili, il contribuente potrà quindi beneficiare del bonus più volte, nel rispetto dei limiti previsti per ciascuna unità.
Modalità di pagamento
Il pagamento deve essere effettuato esclusivamente tramite bonifico o carta di credito. Non sono ammessi pagamenti in contanti, con assegni bancari o con altri mezzi. Nel caso di pagamento tramite bonifico, non è necessario utilizzare quello “parlante” specifico per le ristrutturazioni edilizie.
Cosa si può acquistare
La detrazione spetta per l’acquisto di: mobili nuovi; elettrodomestici nuovi con classe energetica: almeno A per i forni; almeno E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie; almeno F per frigoriferi e congelatori, per le apparecchiature soggette a etichettatura energetica. Tra i mobili agevolabili rientrano, a titolo esemplificativo: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché materassi e apparecchi di illuminazione che costituiscano un completamento dell’arredo dell’immobile ristrutturato. Non sono invece agevolabili le spese per porte, pavimentazioni (come il parquet), tende, tendaggi e altri complementi di arredo.
Un’ultima considerazione
Al di là dell’aspetto tecnico, resta aperto il tema dell’efficacia di questi strumenti. Una lavatrice di buona qualità può costare intorno agli 800 euro: il beneficio reale, pari a 400 euro, si traduce in una detrazione di circa 40 euro all’anno per dieci anni. Misure di questo tipo rischiano di rimanere interventi limitati, più simbolici che risolutivi. Da tempo si invoca l’adozione di politiche strutturali capaci di sostenere in modo concreto le famiglie, andando oltre incentivi frammentari e di breve respiro.
Sergio Criveller
(Per altre informazioni, vai al blog www.sergiocriveller.it)








