
Dopo Vicenza, dove è stata avviata il 30 settembre scorso, la sperimentazione sulla riforma della disabilità dal 1° marzo viene estesa alle province di Treviso, Venezia e Verona. Terminata la fase sperimentale, la riforma, prevista dal decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62 e attuata a livello regionale con la DGR n. 670/2025, entrerà a regime su tutto il territorio nazionale il 1° gennaio 2027.
Le novità introdotte dalla riforma riguardano la sperimentazione di un nuovo procedimento, affidato all’INPS, per l’accertamento della condizione di disabilità e per la valutazione di base e la valutazione multidimensionale per l’elaborazione del progetto di vita.
L’assessore Roma ha convocato un tavolo tecnico con i direttori generali delle ULSS 2 Marca Trevigiana, ULSS 3 Serenissima, ULSS 4 Veneto Orientale, ULSS 9 Scaligera, con i sindaci dei capofila dei 24 Ambiti Territoriali Sociali, con tutti i sindaci del Veneto, il direttore Inps regionale Pagano, l’avvocato De Robertis delegato dal ministro Locatelli, il provveditore agli studi Bussetti, la consulta Anci Veneto con Maria Rosa Pavanello, con l’obiettivo di condividere l’esperienza finora maturata con la sperimentazione nel vicentino e discutere le modalità di avvio e accompagnamento dell’allargamento della sperimentazione a partire dal 1° marzo 2026.
"Si tratta di un nuovo modello di inclusione orientato verso un sistema che mette al centro la persona con disabilità per costruirvi attorno un progetto di vita individuale e multidimensionale, permettendo di abbandonare una presa in carico solo orientata al lato sanitario per offrire invece un progetto a tutto tondo - sottolinea l’assessore regionale ai servizi sociali, Paola Roma -. Una rivoluzione copernicana che cambierà il modo di affrontare la disabilità, per attuare un modello inclusivo capace di valorizzare le capacità di ciascuno e riconoscere i bisogni individuali. Tutto ciò coinvolgendo direttamente la persona, o se ciò non fosse possibile, chi ne esercita la rappresentanza legale".
La sperimentazione, che dal 30 settembre scorso riguardava Vicenza con 6.635 le persone seguite dal sistema socio-sanitario e socio-assistenziale, 2 ULSS coinvolte (ULSS 7 e ULSS8) e 4 ATS, si allarga ora coinvolgendo un bacino di oltre 25 mila persone prese in carico, 6 aziende sanitarie (ULSS2, ULSS3, ULSS4 e ULSS9) e 15 ATS sul totale di 24 attivi in Veneto.







